io credo che quella “richiesta” tenda decisamente al qualunquismo/razzismo. Vivere da clandestino non è da augurare a nessuno, gli ultimi italiani che lo fecero avevano un nemico ben più visibile e minaccioso, nonostante la sua simpatica pelata.
Non siamo sotto dittatura, anzi. L’Italia è diventato il paese dei balocchi e questa lettera secondo me è una provocazione allo stato più che agli immigrati!
Risposta a Guarrazzi da un lettore: non hai capito, sei troppo in superficie, nessun razzismo! E’ una denuncia allo Stato che non tratta gli italiani, quelli altrettanto indigenti degli immigrati, al pari degli immigrati.
Oltre a cambiare cittadinanza e poter usufruire di tutto quello che ti offre il paese dei balocchi, devi però anche farti tutta la traversata del Sahara a piedi fino in Libia, farti un paio di anni nei lager libici, imbarcarti su un gommone pagando duemila dollari per il viaggio della speranza, e se riesci ad arrivare a Lampedusa, farti qualche annetto nei nostri bellissimi cpt. E solo se riesci a rimanere senza essere espulso prima allora potrai avere tutti i tuoi benefit. Altrimenti torna a lavorare, se un lavoro ti piace fare. Perchè mi sembra che in realtà tu cerchi solo una scusa per non fare niente. Se vuoi delle cose devi guadargnartele, quindi fatti tutto il viaggetto altrimenti ciccia.
Au revoir
Caro woland, se devo cambiare, cambio in meglio, come quei poveracci che vengono qua in Italia in condizioni pessime. La mia critica è rivolta allo Stato che NON tutela in modo corretto noi italiani e favorisce gli extracomunitari. Non che loro sono inferiori a noi, ma se sbagliano devono pagare ALMENO quanto noi. Non voglio nessun benefit, voglio solo un po’ di giustizia interna, tutto qua. Inoltre non credo che tu abbia sufficienti elementi per dire che non ho voglia di non fare niente e di tornare a lavorare. So che significa lavorare (lo faccio da quando avevo 16 anni), so che significa sudarsi le “cose” e quindi non ho bisogno del viaggetto da te suggerito.
Se vuoi commenta sul mio nuovo blog: http://www.diegor.it. Questo l’ho chiuso.
io credo che quella “richiesta” tenda decisamente al qualunquismo/razzismo. Vivere da clandestino non è da augurare a nessuno, gli ultimi italiani che lo fecero avevano un nemico ben più visibile e minaccioso, nonostante la sua simpatica pelata.
Forse questa lettera è un pò eccessiva…ma è anche vero che cosi nn si può continuare..mah..
Non siamo sotto dittatura, anzi. L’Italia è diventato il paese dei balocchi e questa lettera secondo me è una provocazione allo stato più che agli immigrati!
Risposta a Guarrazzi da un lettore: non hai capito, sei troppo in superficie, nessun razzismo! E’ una denuncia allo Stato che non tratta gli italiani, quelli altrettanto indigenti degli immigrati, al pari degli immigrati.
hai perfettamente ragione lo stato tutela solo quello che vuole un po come la mafia
Oltre a cambiare cittadinanza e poter usufruire di tutto quello che ti offre il paese dei balocchi, devi però anche farti tutta la traversata del Sahara a piedi fino in Libia, farti un paio di anni nei lager libici, imbarcarti su un gommone pagando duemila dollari per il viaggio della speranza, e se riesci ad arrivare a Lampedusa, farti qualche annetto nei nostri bellissimi cpt. E solo se riesci a rimanere senza essere espulso prima allora potrai avere tutti i tuoi benefit. Altrimenti torna a lavorare, se un lavoro ti piace fare. Perchè mi sembra che in realtà tu cerchi solo una scusa per non fare niente. Se vuoi delle cose devi guadargnartele, quindi fatti tutto il viaggetto altrimenti ciccia.
Au revoir
Caro woland, se devo cambiare, cambio in meglio, come quei poveracci che vengono qua in Italia in condizioni pessime. La mia critica è rivolta allo Stato che NON tutela in modo corretto noi italiani e favorisce gli extracomunitari. Non che loro sono inferiori a noi, ma se sbagliano devono pagare ALMENO quanto noi. Non voglio nessun benefit, voglio solo un po’ di giustizia interna, tutto qua. Inoltre non credo che tu abbia sufficienti elementi per dire che non ho voglia di non fare niente e di tornare a lavorare. So che significa lavorare (lo faccio da quando avevo 16 anni), so che significa sudarsi le “cose” e quindi non ho bisogno del viaggetto da te suggerito.
Se vuoi commenta sul mio nuovo blog: http://www.diegor.it. Questo l’ho chiuso.